More servicesWindows Live
Sign in
 
 
Spaces home  Diario segreto di una vi...PhotosProfileFriendsBlog Tools Explore the Spaces community

Blog

Benvenuta Elisa!

La vita vince sempre su tutto...stamattina alle 7.10 è nata la più piccola stella del mio firmamento..3,20 Kg per 50 cm di lunghezza..
Benvenuta Elisa...sei già l'amore della zia!

Che amarezza...

In qualche intervento postato diverso tempo fa, esattamente il 13 febbraio 2008, parlavo di come si fosse appena concluso un corso che sia dal punto di vista professionale che dal punto di vista umano, mi aveva in qualche modo fatta crescere.

Ebbene, a distanza di qualche mese, devo purtroppo denunciare un corso che oltre a non avermi dato nulla dal punto di vista pratico, mi ha lasciato l’amaro in bocca anche dal punto di vista umano. 

Eviterò in questo caso di fare nomi, vista la negatività delle mie parole, per scongiurare “ritorsioni” su me o cattivi giudizi sul docente, sono una goccia nel mare e magari molti pensano sia magnifico. In questo intervento non metterò in dubbio la professionalità di una persona, ma l’incompetenza di un docente.

Ho appena finito di frequentare un corso di laboratorio di progettazione. Ebbene, per chi non conosce tali corsi, sono dei percorsi interminabili e stressanti, di durata variabile tra le 180 e le 210 ore da “smaltire” in tre mesi circa.

Il mio corso (io sono un V.O.) prevedeva 180 ore di lezione senza moduli, in quanto ci occupavamo esclusivamente di progettazione, per un totale, se non sbaglio, di 12 crediti. Il corso appena finito prevedeva 210 ore, divise per moduli, per un totale di 14 crediti. Eviterò in questa sede, di denunciare anche il punto di vista burocratico (le 30 ore e i due crediti che “avanzano” decadono, mentre se un corso attuale ha meno crediti e meno ore di quello che sarebbe dovuto essere il mio, devo incrementare o con lavori aggiuntivi o frequentare e sostenere due esami per farne uno).

Come al solito grandi presentazioni all’inizio, dove ti mettono addosso la voglia di sputarci il sangue sopra. Bene, tutto il corso si è rivelato un enorme fallimento. Tutti i giorni, o quasi, a lezione, dalle 14 a sera inoltrata senza orari precisi. Delle 210 ore di lezione ne avremo fatte si e no un centinaio, il resto delle ore…studenti lasciati allo sbaraglio condotti alla disfatta.

Il docente, l’unico punto di riferimento per gli studenti che frequentano i corsi, è venuto in aula una volta su dieci, presentandosi a sera tarda e non facendo revisione (o forse si, a uno o due gruppi al giorno su una quarantina che ne aveva). Ma il docente veniva dichiarato molto disponibile perché faceva revisione a tre-quattro gruppi alla volta il sabato mattina, che non era giorno di lezione. Sono andata anche io il sabato mattina e vi assicuro che sono stata io disponibile a farlo, perché di ore e ore durante la settimana in cui lui non si presentava e noi eravamo in facoltà ad attenderlo come è normale che sia, io, come tanti altri, sono dovuta andare un sabato. Due revisioni sole durante il semestre, gli hanno permesso di giudicare (in malo modo) il progetto della mia collega e mio, e naturalmente di altre persone. Sono stata giudicata da una persona che oltre a non conoscere il progetto non conosceva me e in un esame di laboratorio, dove vedo di più i docenti che mia madre e mio padre, questo è inaccettabile. Sono abituata ad altri livelli di insegnamento..che sono davvero reputabili tali, questo non è insegnamento, è rubare i soldi di uno stipendio. E non si tratta di votazione, perché ho accettato voti ancora inferiori, si tratta di rispetto, che in questo corso è mancato. Che amarezza.

Architettura...

Un'opera d'arte non è un essere vivente che cammina o corre, è la creazione di una vita che fa scaturire una reazione.
Per alcuni è un miracolo della mano dell'uomo.
Per alcuni è un miracolo della mente.
Per qualcuno è un miracolo della tecnica.
Per qualcuno conta quanto sia reale.
Per qualcuno conta quanto sia trascendente.
È come la Quinta Sinfonia: suggerisce un sentimento che riconosce solo chi l'ha provato almeno una volta e lo sta ricercando.
Lo conosce ma vuole risentirlo.
Lo conosce ma vuole rivederlo.
Un'opera d'arte rivela che la natura non può fare ciò che fa l'uomo.
Louis Khan

La vita va avanti...

E sono qui, seduta su questa sedia, davanti a questo computer, ancora una volta, come da otto anni a questa parte. La mente ancora un pò offuscata dal dolore...gli occhi ancora pieni di lacrime...lo stomaco ancora irrigidito...la testa che non smetterà più di dolere...
Anche questo è successo...come prima o poi doveva accadere...ma così inaspettatamente che ci ha lasciati tutti sgomenti a guardare il vuoto e a sentire calde lacrime che, a distanza di pochi mesi, sono scese ancora una volta sui visi, come a lavare via il dolore...mi sono sempre chiesta come un corpo umano possa produrre così tante lacrime...
Era successo il 3 dicembre scorso, quando alle sei del mattino si è spenta la colonna portante della nostra famiglia, colei che nella sua piccola statura nascondeva forza e coraggio da far invidia a tutti noi messi insieme...nella sua vita durata 97 anni ci aveva donato perle di saggezza e talmente tanto amore da riempirci la mente a l'anima...lei, ormai un ricordo così dolce, ci ha lasciati nella confusione...
Mia aveva spostato la percezione dell'anzianità a livelli troppo alti e non mi ero mai accorta dei segni, lasciati dal tempo che passava, sul volto dei suoi figli...i miei zii....mia madre...
Quando morì mia nonna, avevo paura che si sentisse sola...ha voluto portare con se quella figlia che ha sempre coccolato di più fin da quando era piccola, perchè la più fragile, la più sensibile...l'otto luglio alle 16.15 mia zia è volata in cielo a prendere per mano sua madre...tanto compianta...
Ora sono li...entrambe...a tenersi compagnia...e a vegliare su di noi...lasciandoci il vuoto intorno...
La vita continua, bisogna solo guardare dal verso giusto tutto quello che ci si presenta...ma per ora...ancora per un pò...voglio crogiolarmi nel dolore esasperato da quelle parole che anche mia zia aveva detto a mia madre 15 giorni prima di morire...anche lei mi ha lasciato il regalo per il mio matrimonio...ma il regalo più bello...sarebbe stato avere voi al mio fianco...guardateci quel giorno e benedite con le vostre mani la nostra testa...vivrete per sempre in me, in ogni momento, in ogni mio gesto e in ogni mia azione...perchè sarete per sempre parte di me...ci mancherete

Quando tutto ebbe inizio...

 Tutto ebbe inizio quella sera con un bacio che mi è valsa la vita...ti ho voluto bene dal primo istante...

Image Hosted by ImageShack.us

 Ancora oggi quando ti guardo e quando sto con te mi sento realizzata, viva, e più il tempo passa più mi manchi...quel conto alla rovescia corre veloce, ma non ancora abbastanza...calde lacrime hai fatto scorrere sul mio viso, in molto più di una occasione, ma fino ad ora ogni momento vissuto con te è valsa la pena viverlo, che mi abbia donato gioia o disperazione sono stati attimi che mi hanno fatta crescere e capire quanto fosse grande il bene che ti voglio...

Image Hosted by ImageShack.us

Il 29 aprile sarà il nostro 3° anniversario...spero che le emozioni che mi trasmetti ora non finiscano mai...ti seguirò fino in capo al mondo e farò di tutto perchè tu possa appoggiarti a me quando ne avrai bisogno...

Image Hosted by ImageShack.us

FELICE ANNIVERSARIO!

La prima immagine è la rosa che mi ha regalato per il mio compleanno (lo scorso 19 aprile)...eravamo a Roma a Piazza del Popolo, seduti sopra una panchina di fronte al Pincio. La seconda è una conchiglia che ho trovato sulla spiaggia di Nettuno mentre passeggiavamo (lo scorso 20 aprile). La terza sono i meravigliosi papaveri che colorano i Fori Imperiali (25 aprile)

Dove finisce l'uomo e comincia la bestia?

Un'immagine, mai come in questo caso, può valere più di mille parole. La FOLLIA di un "artista" indegno di essere identificato come tale porta gli UOMINI a comportarsi come BESTIE. La CURIOSITA' delle persone non si ferma nemmeno di fronte ad un tale SCEMPIO. Cos'è l'arte se non il deliziare la vista dell'osservatore? E questa la chiamate arte? Dove finisce l'uomo e comincia la bestia?

Image Hosted by ImageShack.usImage Hosted by ImageShack.us 

Quello che mi fa più rabbia sono quelle persone non lo pseudo-artista folle, ma quelle persone che guardavano "l'opera d'arte" senza rendersi conto di cosa realmente stava accadendo.

VERGOGNA

Per fermare Guillermo Habacuc Vargas firmate la petizione all'indirizzo: http://www.lastampa.it/_web/tmplframe/default.asp?indirizzo=http://www.PetitionOnline.com/13031953/.

Ed ora una idea...e se la prossima opera d'arte vedesse proprio l'artista legato ad una fune nudo e con un piatto di cibo a distanza giusta per non permettergli di mangiare?

Se non vi fossero bastate queste immagini guardate su questo blog di cosa sono capaci le "persone" per "puro" divertimento. Ma la gente non ha proprio un c...o da fare che distruggere la vita degli esseri viventi??

http://cris1962ch.spaces.live.com/blog/cns!E7001BCF5CA4FA12!3634.entry 

Primavera...

Accidenti quanto tempo era che il sole non mi accarezzava l'anima!! Mi sento felice non appena il primo raggio di sole filtra tra le persiane chiuse della mia finestra sul mondo...sorgo ogni mattina per tramontare poi la sera...
Mi sento una energia dentro con la quale potrei smuovere il mondo!! La mattina mi sveglio con il cinguettio degli uccelli, nell'aria si sente odore di erba tagliata...la primavera si avvicina in tutto il suo splendore e con forza ricaccia indietro il brutto tempo...l'incedere dei secondi scandisce il tempo che lentamente si avvicina a quel momento che fino a qualche mese fa scorgevo lontano...è tempo che una parte dei mie sogni diventi realtà...
Per la prima volta dopo tanto tempo non ho paura dei giorni che passano, ma anzi spero che quel conto alla rovescia mi porti in fretta verso quel nuovo capitolo della mia vita che finalmente porterà il nostro nome.

La gioia e il dolore...

Allora una donna disse: Parlaci della Gioia e del Dolore.
Ed egli rispose:
La vostra gioia è il vostro dolore senza maschera.
E quello stesso pozzo che fa scaturire il vostro riso fu più volte
colmato dalle lacrime vostre.
Come potrebb'essere altrimenti?
Più a fondo vi scava il dolore, più gioia potete contenere.
La coppa in cui versate il vostro vino non è la stessa coppa cotta
nel forno del vasaio?
E il liuto che addolcisce il vostro spirito non è lo stesso legno
intagliato dal coltello?
Quando siete felici, se scruterete il vostro cuore, troverete che è
ciò che vi ha fatto soffrire a darvi ora la gioia,
E quando siete afflitti, guardate ancora nel cuore, e scoprirete che
state piangendo solo per ciò che vi ha reso felici.
. . . . .
Alcuni di voi dicono, "La gioia è più grande del dolore" e altri dicono,
"No, il dolore è più grande".
Ma io dico a voi che sono inseparabili.
Essi giungono insieme, e quando l'una siede a tavola con voi,
ricordate che l'altro dorme nel vostro letto.
In realtà, oscillate tra il dolore e la gioia come i piatti d'una bilancia.
Solo se vuoti, state fermi e in equilibrio.
E quando il tesoriere vi alzerà per pesare il suo oro e il suo
argento, allora la gioia o il dolore dovranno per forza sollevarsi o
cadere.
Kahlil Gibran

Attesa..

Image Hosted by ImageShack.us
Che strani giorni sto vivendo...sono immersa nei miei pensieri più profondi...le ore sembrano giorni e i minuti ore...sono in attesa di qualcosa che tarda ad arrivare e l'attesa mi snerva...forse è lui che mi manca...forse vorrei addormentarmi stasera e ritrovarmi domani al 18 settembre...
Sono convinta che appena la nostra vita sarà una sola cosa tutto sarà migliore e riuscirò a guardare il futuro con più serenità...

Romeo e Giulietta

ROMEO: Ride delle cicatrici, chi non ha mai provato una ferita. Ma, piano! Quale luce spunta lassù da quella finestra? Quella finestra è l'oriente e Giulietta è il sole! Sorgi, o bell'astro, e spengi la invidiosa luna, che già langue pallida di dolore, perché tu, sua ancella, sei molto più vaga di lei. Non esser più sua ancella, giacché essa ha invidia di te. La sua assisa di vestale non è che pallida e verde e non la indossano che i matti; gettala. E' la mia signora; oh! è l'amor mio! oh! se lo sapesse che è l'amor mio! Ella parla, e pure non proferisce accento: come avviene questo? E' l'occhio suo che parla; ed io risponderò a lui. Ma è troppo ardire il mio, essa non parla con me: due fra le più belle stelle di tutto il cielo, avendo da fare altrove, supplicano gli occhi suoi di voler brillare nella loro sfera, finché esse abbian fatto ritorno. E se gli occhi suoi, in questo momento, fossero lassù, e le stelle fossero nella fronte di Giulietta? Lo splendore del suo viso farebbe impallidire di vergogna quelle due stelle, come la luce del giorno fa impallidire la fiamma di un lume; e gli occhi suoi in cielo irradierebbero l'etere di un tale splendore che gli uccelli comincerebbero a cantare, credendo finita la notte. Guarda come appoggia la guancia su quella mano! Oh! foss'io un guanto sopra la sua mano, per poter toccare quella guancia! Essa parla. Oh, parla ancora, angelo sfolgorante! poiché tu sei così luminosa a questa notte, mentre sei lassù sopra il mio capo come potrebbe esserlo un alato messaggero del cielo agli occhi stupiti dei mortali, che nell'alzarsi non mostra che il bianco, mentre varca le pigre nubi e veleggia nel grembo dell'aria.

Bambini...

Image Hosted by ImageShack.us

L’aborto è uno scandalo. Nessuna donna deve essere obbligata a partorire o punita perché rifiuta la maternità, ma tutti, uomini e donne, dobbiamo batterci perché la libertà di scelta sia per la vita, per la libertà di non abortire e per la libertà di nascere” parole di Giuliano Ferrara.

Navigando nel web in cerca di norme per l’abbattimento delle barriere architettoniche, mi sono imbattuta sul forum di disabili.com dove ferveva una discussione sulle parole di Giuliano Ferrara sull’aborto, che poi si è spostato inevitabilmente sulla questione disabili. 

Parlando con il ministro Turco Ferrara dice: “Il ministro dovrebbe domandarsi perché la signora che ha deciso di abortire non abbia incontrato sulla sua strada procedure, strutture e persone in grado di spiegarle bene che non era sola, che la comunità si associava a lei per ascoltarla, aiutarla a superare il suo rifiuto di maternità con argomenti solidali di tipo scientifico, assistenziale e psicologico”.

Bene…io ho 28 anni e purtroppo non sono ancora madre. Attualmente quindi non posso affermare con certezza cosa farei se mi trovassi un giorno a dover affrontare una situazione del genere. Credo, però, che poco potrebbe consolarmi sapere che la comunità si associa e ti aiuta a superare il rifiuto di maternità (parole secondo me oltraggiose nei confronti di una madre). La parte più dura rimane comunque nelle mani dei genitori, che possono o no avere il coraggio per affrontare questa situazione. E questa loro decisione deve essere inviolabile. Sono contro l’aborto, ma sono anche contro chi vuole occludere la libertà delle persone, di pensare e di agire autonomamente. Scelta per la vita? Di questo si tratta? E se quella vita si spezzasse dopo qualche mese, il Sig. Ferrara avrebbe il coraggio di vedere suo figlio morire nella migliore delle ipotesi senza soffrire? Credo che ci sia il bisogno di distinguere e di non generalizzare come di solito si fa.

Ogni donna deve essere libera di decidere se vuole o meno vedere, nella peggiore delle ipotesi, il proprio figlio, la propria carne, il proprio sangue, non chiamarla mai mamma, non vederlo mai sorridere, oppure perderlo dopo qualche mese di vita. Credo che quando ti viene detto che il bambino che è cresciuto dentro di te potrebbe non superare i primi anni di vita, sia assolutamente giusto e lecito che una madre scelga ciò che si sente di dover fare.

Naturalmente queste mie parole sono rivolte a quelle malformazioni MOLTO gravi. Ma ciò non toglie che comunque una madre debba sentirsi libera di scegliere se voler mettere al mondo un bambino malato, grave o meno grave, o no.

Credo sia comunque una scelta difficile da affrontare e solo la follia può portarti a decidere superficialmente senza porti pesanti domande. In fin dei conti, chi ti da la certezza assoluta che quel bambino sia davvero malato? Non per questo mi sento di giudicare una donna che decide di non farlo nascere. In alcuni casi di coraggio ce ne vuole molto, forse troppo per qualcuna, e non la si può condannare se non ne ha.  

Lasciamo queste “polemiche elettorali” dove è giusto che stiano, ovvero tra parole dette in campagna elettorale solo per attirare voti, e lasciamo che la vita vinca su tutto, ma preserviamo la dignità, il coraggio e la volontà di una donna di decidere di vedere o no un figlio soffrire.

Giornata di sole....

Image Hosted by ImageShack.us

 
Finalmente questi due ultimi giorni c'è stato il sole ad accompagnarmi e a scaldarmi l'anima...potrei quasi dire di essere felice!!!
Sento nell'aria profumo di primavera, anche se deve ancora arrivare marzo, mese in cui generalmente qui...nevica....
Mi sento tutta un fervore! Dal prossimo fine settimana si decideranno cose molto importanti per la mia vita...e dal 3 marzo finalmente riprendono le lezioni...comincio stavolta rinvigorita da quest'ultima sessione che mi ha ridato molta fiducia in me stessa...voglio che di questi "ultimi" mesi rimangano nel mio cuore solo i momenti positivi...per poterli poi ricordare con gioia...

Ticchettio della pioggia...

Image Hosted by ImageShack.us

 

Strano umore oggi....non ha fatto altro che piovere tutto il giorno...questo tempo mi da una tristezza...vorrei andarmene a dormire...adesso in questo istante...vorrei chiudere gli occhi e non pensare...ma soprattutto vorrei accoccolarmi tra le sue braccia ascoltando il dolce ticchettio della pioggia sul vetro...mi manchi....anche se sono solo pochi giorni che non ci vediamo...ti voglio bene...

 

Image Hosted by ImageShack.us

Frammenti di vita....

E' strano come ad un certo punto della vita ci si renda conto di essere diventati davvero grandi, ma non per l'età, per quello che ci si sente dentro. In quel momento cominci a vedere scorrerti davanti frammenti della tua vita, quella vita che sta per cambiare, per sempre. Riesci a scovare dentro di te ricordi che credevi di aver perso, e allora ti rivedi bambina mentre giochi in giardino, ti rivedi litigare con tua sorella, ti rivedi festeggiare un Natale trascorso con persone che non ci sono più, ti rivedi danzare quell'ultimo ballo insieme a tuo nonno che pochi mesi più tardi è morto...
Com'è strana la vita...scorre...và...inesorabilmente...ti ruba lentamente giorni, ore, secondi...cambia e non torna mai indietro...
Ti lasci alle spalle un passato a tratti pesante, ma in fin dei conti non rinnegabile, e ti trovi davanti un futuro...tutto da vivere...un nuovo capitolo da scrivere insieme alle persone che ami...ed è in quel momento che ti senti ancora una volta la bambina che giocava in giardino...
 

Te lo sei meritato...

Ci sono parole nella vita che ti ricorderai per sempre...ti vagheranno nella testa fino allo sfinimento e spesso ti aggrapperai a loro per andare avanti, per sentirti sicura come ti sentivi nel momento in cui le hai sentite...

Il percorso che si è concluso questa mattina credo sia uno dei migliori che io abbia mai seguito, a livello “umano” soprattutto, poi a livello scolastico. Quella umanità che è sempre difficile trovare nelle persone che si pongono in tutto e per tutto dietro quella scrivania che alcune volte segna una divisione troppo netta tra docente e studente. Ho avuto la fortuna in questi mesi di seguire un corso che mi ha dato la possibilità di esprimere veramente le mie sensazioni e le mie emozioni. Una cosa del tutto anomala se si pensa all’oggetto del corso, ovvero Fattibilità del Progetto ed Estimo ed Esercizio Professionale, tenuti entrambi dal prof. Arch. Alfredo Passeri, persona di cultura eccellente. Ebbene riporto qualche riga di quello che è stato uno dei miei lavori finali, perché esprimo in questo scritto tutta la passione che ho per questo mio lavoro che spesso e volentieri mi fa dire “io amo questo mestiere!”

“Raccontare ciò che si aspetta da se stessi in un contesto complesso quale può essere quello dell’architettura e del fare architettura, è sempre difficile. È una passione che ti nasce dentro e che si concretizza in qualsiasi “schizzo” di matita disegnato su un foglio apparentemente bianco, ma che contiene già una idea, che può vedere, però, solo chi non si ferma all’apparenza del foglio bianco.

Proverò, in questo scritto, a esporre le ragioni che mi hanno spinta ad accettare l’incarico di dare forma a quello che dovrebbe essere un giorno uno spazio dedicato alla creatività, e proverò anche ad esplicitare il mio ruolo di Architetto in questo sogno. Prima di questo, però, vorrei affrontare il discorso di cosa è per me l’Architettura, e che Architetto vorrei essere un domani. Domanda che all’interno del corso c’è stata posta più di una volta, ma che è difficile da spiegare in due parole.

L’Architettura è per me emozione, quasi impossibile da descrivere appunto perché emozione, ovvero qualcosa di inafferrabile, di sfuggente. Come descrive in un saggio del 1998 il biologo italiano Alberto Oliverio “le emozioni sono un qualche cosa di istintivo, che nasce in rapporto a degli stimoli particolari, a qualche cosa che induce in noi paura o che induce in noi piacere, gioia e così via”. Questa è l’Architettura per me. Quel qualcosa che mi fa emozionare inducendomi piacere nel vederla, nel raccontarla ma soprattutto nel farla.

Ed è qui che l’emozione diventa reale, diventa qualcosa di tangibile, non più effimero, ma qualcosa di duraturo e permanente. E spero che questa visione un po’ poetica dell’Architettura mi accompagni per lungo tempo, per evitare di cadere nella concretezza, nella realtà, nel materialismo.

Che Architetto sarai domani?” Domanda che posta all’improvviso ti crea una sorta di confusione. Allora cominci a pensare che sarai l’Architetto attento a rispondere alle esigenze dell’uomo, del committente, ma così perderei il mio personale significato di Architettura, perché mi farei trasportare dalla materialità e credo che l’Architetto debba sempre mantenersi un passetto sopra la realtà, senza perderla però mai di vista. Questo piccolo distacco gli serve per poter guardare “oltre” e poter creare l’arte, sinonimo di genio, creatività e stile. “La percezione di trovarsi in uno spazio architettonico autentico rivela quanto questo riesce, grazie alle sue dimensioni, a scuotere magicamente i nostri sensi. Il fatto che la figura dell’architetto sia caduta di livello nella comprensione dell’immaginario collettivo, non deve comunque far abbandonare l’idea di tentare sempre l’utopia. È fondamentale per un architetto”. Allora per rispondere alla domanda “che architetto sarai un giorno” mi “servo” delle parole introduttive scritte da Renzo Piano nel suo libro “Giornale di Bordo”:Quello dell’architetto è un mestiere d’avventura: un mestiere di frontiera, in bilico tra arte e scienza. Al confine tra invenzione e memoria, sospeso tra il coraggio della modernità e la prudenza della tradizione. L’architetto vive per forza in modo pericoloso. Lavora con ogni sorta di materie prime: e non intendo dire solo il calcestruzzo, il legno, il metallo. Parlo di storia e geografia, matematica e scienze naturali, antropologia ed ecologia, estetica e tecnologia, clima e società. Tutte cose con cui ci si misura ogni giorno. L’Architetto fa il mestiere più bello del mondo. Perché su un piccolo pianeta dove tutto è già stato scoperto, progettare è ancora una delle più grandi avventure possibili […] L’incompetenza, l’irresponsabilità, la presunzione, il poco amore per il mestiere, sono queste le cose che sminuiscono e vanificano il nostro lavoro […] Mi piace pensare all’architetto come a colui che usa la tecnica per creare un’emozione, un’emozione artistica, per l’appunto […] Creare significa scrutare nel buio. Con tenacia, con ostinazione, addirittura con insolenza […] Chi crea si muove come in sospensione tra la memoria e l’oblio".

Credo che l’architetto debba esplorare mondi possibili, e debba affrontare tutti i rischi che questo mestiere comporta. Si può evitare di farlo, ma che vita sarebbe? I rischi vanno affrontati, “ se vuoi essere sicuro vai sulla strada maestra: è spesso asfaltata ma anche piena di banalità e di accademia. Sono un imprudente? Sono un incauto? Sono uno scapestrato? Meglio scapestrato che paralitico. Che virtù è la prudenza […] in un mestiere che dovrebbe inventarsi il futuro? Rivendico il diritto e il dovere di gettarsi nelle cose: sennò ad una certa età i ritrovi a progettare solo boutique di lusso"

Questa piccola parte introduttiva, insieme a tutto il resto del materiale, mi è valsa la verbalizzazione di due esami, ma soprattutto quelle parole che ricorderò per lungo tempo: TE LO SEI MERITATO.

Piove...piove e ancora piove

Oggi è una di quelle giornate decisamente difficili da vivere. Una di quelle giornate in cui hai il cervello sovraccarico di pensieri e riuscire a fermarne uno per ascoltarlo è un'impresa. Quanta energia può sprigionare un cervello pensante?? Qualche scienziato se l'è mai chiesto??
Guardo dalla finestra e vedo la palma ondeggiare al vento...non si vede il mare...c'è nebbia...in realtà non si vedono nemmeno le montagne...la nebbia avvolge tutta la casa e non si vede altro...
Piove, continua da ieri sera e non ha mai smesso...avrei voglia di fare tante cose, ma non mi va di cominciarne nemmeno una perchè sono convinta che non la finirei (la mia solita contraddizione), così come nella mia vita ho iniziato mille cose e non le ho terminate. L'ottimismo che mi ha accompagnata per i primi dieci giorni di questo nuovo anno mi sta già abbandonando...ho combattuto fino alla fine...ma niente...la vera natura delle persone prima o poi esce fuori, non ti puoi fingere ottimista quando in realtà non lo sei. Ed io sono lunatica, un giorno tocco il cielo, l'altro il fondo del baratro. E oggi mi tocca stare a terra...
Vorrei che fosse qui ora...saperlo accanto a me mi sarebbe d'aiuto ma lui è lontano e accollargli anche le mie incertezze non ci farebbe bene, anche perchè se mi chiedesse cosa c'è che non va...cosa gli risponderei? Perchè la verità è che non lo so cosa ho...solo che non mi va di vivere oggi...spero che la sera arrivi presto per potermi addormentare e passare subito al domani, che spero sarà migliore...dopotutto domani è un altro giorno...

La leggenda di vite straordinarie

Ascoltando oggi la tv non si può far altro che rimanere allibiti di fronte a tanta violenza e tanta crudeltà. Bambini massacrati da chi li ha creati, da chi se li è sentiti crescere dentro, persone che d'improvviso perdono la ragione e uccidono passanti, parenti, figli, perchè erano disperati, depressi. Intere popolazioni che continuano a farsi la guerra per interessi, potere, ideali. Uomini, donne e bambini che in nome di un Dio, imbottiti di idee e di esplosivo uccidono migliaia di persone in mercati, alberghi. Aerei dirottati e gettati contro edifici pieni di anime. In questo mondo, dove ideali di pace, di fede, di solidarietà, di volontariato, di umanità sono ormai vecchi e obsoleti, hanno vissuto persone che con la loro vita hanno fatto vedere al mondo intero che c'è ancora una speranza... Ne cito solo alcuni, e di relativamente recenti, ma fortunatamente la lista è ancora lunga e lascio a voi il piacere di scavare nella vita di grandi uomini, per capire, soffermarsi a pensare, e provare a guardare questa vita con i loro occhi... La vita è un soffio, e qualcosa più forte di un sussurro...può esserle fatale...

Giovanni Paolo II - Karol Jòsef Vojtyla - (Wadowice, 18 maggio 1920 - Città del Vaticano, 2 aprile 2005) 16 ottobre 1978, data che segna l'inizio del pontificato del papa dei giovani, il servo di Dio. Le sue parole ti riempiono il cuore, la sua vista ti rasserena. Uomo, politico e religioso che nessuno al mondo potrà dimenticare, la sua dolcezza è arrivata al cuore di tutti, la sua sofferenza è stata la sofferenza di tutti quelli che lo hanno amato. All'omelia della messa inaugurale del suo pontificato, il giorno 22 ottobre 1978, ci diceva questo: "Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo! Alla sua salvatrice potestà aprite i confini degli stati, i sistemi economici come quelli politici. I vasti campi di cultura, di civiltà, di sviluppo. Non abbiate paura! Cristo sa cosa è dentro l'uomo. Solo lui lo sa!" E finisco con altre sue citazioni: "Vivete nella Fede, trasmettetela ai figli, testimoniatela nella vita, amate la Chiesa, vivete in essa e per essa, fate spazio nel cuore a tutti gli uomini, perdonatevi a vicenda, costruite ambienti di pace ovunque siete. Ai non credenti dico: cercate Dio, Egli sta cercando voi. E ai sofferenti dico: abbiate fiducia, Cristo che vi ha preceduto vi darà la forza di far fronte al dolore. Ai giovani: spendete bene la vita, è un tesoro unico. A tutti: la Grazia di Dio vi accompagni ogni giorno. E salutatemi i vostri bambini, appena si svegliano. Come vorrei che questo mio « buon giorno » fosse per loro presentimento di una buona vita, a consolazione vostra e mia, e di tutta la Chiesa." "L'uomo e la donna, creati come "unità dei due" nella comune umanità, sono chiamati a vivere una comunione d'amore e in tal modo a rispecchiare nel mondo la comunione d'amore che è in Dio, per la quale le tre Persone si amano nell'intimo mistero dell'unica vita divina" "Lo stolto si illude di conoscere molte cose, ma ,in realtà, non è capace di fissare lo sguardo su quelle essenziali"

Madre Teresa di Calcutta - (Skopje, 26 agosto 1910 – Calcutta, 5 settembre 1997) Premio nobel perchè fondatrice delle Missionarie della carità, per la sua vita dedita alle vittime della povertà. Nel 1950, fonda la congregazione delle Missionarie della carità, la cui missione era quella di prendersi cura dei "più poveri dei poveri" e "di tutte quelle persone che si sentono non volute, non amate, non curate dalla società, tutte quelle persone che sono diventate un peso per la società e che sono rifuggite da tutti". Il giorno che le venne consegnato il premio Nobel per la pace rifiutò il convenzionale banchetto cerimoniale per i vincitori, e chiese che i 6000 dollari di fondi fossero destinati ai poveri di Calcutta, che avrebbero potuto essere sfamati per un anno intero: "le ricompense terrene sono importanti solo se utilizzate per aiutare i bisognosi del mondo". Alle numerose domande dei giornalisti rispose nel modo ironico e provocatorio che la caratterizzò sempre e dopo aver ricevuto il premio, attaccò duramente l'aborto definendolo il più grande distruttore di pace perché "se una madre può uccidere suo figlio allora niente potrà impedire a me di uccidere te e a te di uccidere me". Le sue parole bastano a far capire cosa la smuoveva: "Io sono come una piccola matita nelle Sue mani, nient'altro. È Lui che pensa. È Lui che scrive. La matita non ha nulla a che fare con tutto questo. La matita deve solo poter essere usata"

Viaggio in noi stessi

Vi capita mai di sentirvi così pieni e stanchi di tutto, da volervi rifugiare in un posto lontano dove poter assaporare ancora una volta se stessi? Un posto dove poter dimenticare tutto ciò che nella vita ci rende pesanti, ci lega a terra e non ci fa volare perché ci unge le ali di pece? Come lo immaginate questo posto? Io credo di averlo visto e di averne sentito l’odore.

Ho visto un oceano infrangersi contro gli scogli, ho sentito le onde del mare entrare nei pertugi, ho annusato l’odore salino, ho immerso le mani in quell’acqua limpida come rugiada e ne ho tenuta un po’ in una bottiglia di vetro per vederne la limpidezza e sentirne ancora l’odore una volta tornata alla realtà.

Ho sognato di aver percorso a piedi nudi un tratto di quella spiaggia, di aver sentito sotto i miei piedi la sabbia bagnata, di aver tirato fin su le ginocchia i pantaloni per permettere all’acqua gelida di accarezzarmi le caviglie.

Ho ascoltato della dolce musica che mi ha accompagnata tenendomi per mano e mi ha dato il tempo ad ogni passo.

Ho sentito il calore del sole scaldarmi fin dentro l'anima per illuminare ogni anfratto, e il vento spazzare via ogni pensiero negativo.

Ma non ero sola, accanto a me sentivo la presenza di qualcuno che mi seguiva con pazienza e si soffermava con me ad ascoltare le urla del mare. Un angelo, il mio angelo, quello che mi tiene per mano e non mi fa sentire mai sola.

Quando ho aperto gli occhi la realtà mi è sembrata meno amara, stringevo tra le mani la bottiglia con quell'oceano dentro e sentivo la presenza del mio angelo al mio fianco, che mi coccolava con l'abbraccio delle sue immense ali dorate.

Non lasciamoli soli...

Questa è l’emozione più grande che ho avuto da quando, per sentirmi utile per qualcosa o a qualcuno, ho deciso di fare volontariato. Due anni fa circa, tramite una e-mail che mi arrivò, decisi di richiedere informazioni per l’adozione a distanza di una bambina. Ebbene, quando mi arrivò la busta con le informazioni personali e la foto, la aprii con una emozione difficile da spiegare...quando vidi quel faccino, nulla mi avrebbe fatto più cambiare idea dall'adottarla a distanza. Sapere che con così poco stai aiutando tanto un bambino ti fa sentire bene, sereno. Loro sono l’innocenza, la parte migliore di questo mondo, spesso violentati dalla crudeltà di una vita creata da adulti e a misura di adulti. Sono il futuro. Attraverso loro dobbiamo sperare che la società cambi. Non possiamo permettere che questi fiori così fragili vengano distrutti prima che possano dire ciò che pensano. La piccola sta imparando a leggere e a scrivere, un diritto di tutti, ma così difficile da raggiungere per alcuni, che solo l’idea mi sconvolge. Tutto quello che è superfluo nella vita di una persona, o almeno quello che era superfluo nella mia, lascia il posto a qualcosa di utile. Questo ti fa sentire bene con te stessa e con gli altri. Visitate il sito www.actionaid.it e chiedete informazioni, basta davvero poco per far sorridere un bambino e per non farlo morire...non lasciamoli soli