Elisabetta's profileDiario segreto di una vi...PhotosBlogListsMore ![]() | Help |
Diario segreto di una vita in pubblico
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Architettura...Un'opera d'arte non è un essere vivente che cammina o corre, è la creazione di una vita che fa scaturire una reazione. Per alcuni è un miracolo della mano dell'uomo. Per alcuni è un miracolo della mente. Per qualcuno è un miracolo della tecnica. Per qualcuno conta quanto sia reale. Per qualcuno conta quanto sia trascendente. È come la Quinta Sinfonia: suggerisce un sentimento che riconosce solo chi l'ha provato almeno una volta e lo sta ricercando. Lo conosce ma vuole risentirlo. Lo conosce ma vuole rivederlo. Un'opera d'arte rivela che la natura non può fare ciò che fa l'uomo. Louis Khan La vita va avanti...E sono qui, seduta su questa sedia, davanti a questo computer, ancora una volta, come da otto anni a questa parte. La mente ancora un pò offuscata dal dolore...gli occhi ancora pieni di lacrime...lo stomaco ancora irrigidito...la testa che non smetterà più di dolere...
Anche questo è successo...come prima o poi doveva accadere...ma così inaspettatamente che ci ha lasciati tutti sgomenti a guardare il vuoto e a sentire calde lacrime che, a distanza di pochi mesi, sono scese ancora una volta sui visi, come a lavare via il dolore...mi sono sempre chiesta come un corpo umano possa produrre così tante lacrime...
Era successo il 3 dicembre scorso, quando alle sei del mattino si è spenta la colonna portante della nostra famiglia, colei che nella sua piccola statura nascondeva forza e coraggio da far invidia a tutti noi messi insieme...nella sua vita durata 97 anni ci aveva donato perle di saggezza e talmente tanto amore da riempirci la mente a l'anima...lei, ormai un ricordo così dolce, ci ha lasciati nella confusione...
Mia aveva spostato la percezione dell'anzianità a livelli troppo alti e non mi ero mai accorta dei segni, lasciati dal tempo che passava, sul volto dei suoi figli...i miei zii....mia madre...
Quando morì mia nonna, avevo paura che si sentisse sola...ha voluto portare con se quella figlia che ha sempre coccolato di più fin da quando era piccola, perchè la più fragile, la più sensibile...l'otto luglio alle 16.15 mia zia è volata in cielo a prendere per mano sua madre...tanto compianta...
Ora sono li...entrambe...a tenersi compagnia...e a vegliare su di noi...lasciandoci il vuoto intorno...
La vita continua, bisogna solo guardare dal verso giusto tutto quello che ci si presenta...ma per ora...ancora per un pò...voglio crogiolarmi nel dolore esasperato da quelle parole che anche mia zia aveva detto a mia madre 15 giorni prima di morire...anche lei mi ha lasciato il regalo per il mio matrimonio...ma il regalo più bello...sarebbe stato avere voi al mio fianco...guardateci quel giorno e benedite con le vostre mani la nostra testa...vivrete per sempre in me, in ogni momento, in ogni mio gesto e in ogni mia azione...perchè sarete per sempre parte di me...ci mancherete Dove finisce l'uomo e comincia la bestia?Un'immagine, mai come in questo caso, può valere più di mille parole. La FOLLIA di un "artista" indegno di essere identificato come tale porta gli UOMINI a comportarsi come BESTIE. La CURIOSITA' delle persone non si ferma nemmeno di fronte ad un tale SCEMPIO. Cos'è l'arte se non il deliziare la vista dell'osservatore? E questa la chiamate arte? Dove finisce l'uomo e comincia la bestia?
Quello che mi fa più rabbia sono quelle persone non lo pseudo-artista folle, ma quelle persone che guardavano "l'opera d'arte" senza rendersi conto di cosa realmente stava accadendo. VERGOGNA Per fermare Guillermo Habacuc Vargas firmate la petizione all'indirizzo: http://www.lastampa.it/_web/tmplframe/default.asp?indirizzo=http://www.PetitionOnline.com/13031953/. Ed ora una idea...e se la prossima opera d'arte vedesse proprio l'artista legato ad una fune nudo e con un piatto di cibo a distanza giusta per non permettergli di mangiare? Se non vi fossero bastate queste immagini guardate su questo blog di cosa sono capaci le "persone" per "puro" divertimento. Ma la gente non ha proprio un c...o da fare che distruggere la vita degli esseri viventi?? http://cris1962ch.spaces.live.com/blog/cns!E7001BCF5CA4FA12!3634.entry La gioia e il dolore...Allora una donna disse: Parlaci della Gioia e del Dolore.
Ed egli rispose: La vostra gioia è il vostro dolore senza maschera. E quello stesso pozzo che fa scaturire il vostro riso fu più volte colmato dalle lacrime vostre. Come potrebb'essere altrimenti? Più a fondo vi scava il dolore, più gioia potete contenere. La coppa in cui versate il vostro vino non è la stessa coppa cotta nel forno del vasaio? E il liuto che addolcisce il vostro spirito non è lo stesso legno intagliato dal coltello? Quando siete felici, se scruterete il vostro cuore, troverete che è ciò che vi ha fatto soffrire a darvi ora la gioia, E quando siete afflitti, guardate ancora nel cuore, e scoprirete che state piangendo solo per ciò che vi ha reso felici. . . . . . Alcuni di voi dicono, "La gioia è più grande del dolore" e altri dicono, "No, il dolore è più grande". Ma io dico a voi che sono inseparabili. Essi giungono insieme, e quando l'una siede a tavola con voi, ricordate che l'altro dorme nel vostro letto. In realtà, oscillate tra il dolore e la gioia come i piatti d'una bilancia. Solo se vuoti, state fermi e in equilibrio. E quando il tesoriere vi alzerà per pesare il suo oro e il suo argento, allora la gioia o il dolore dovranno per forza sollevarsi o cadere. Kahlil Gibran Romeo e GiuliettaROMEO: Ride delle cicatrici, chi non ha mai provato una ferita. Ma, piano! Quale luce spunta lassù da quella finestra? Quella finestra è l'oriente e Giulietta è il sole! Sorgi, o bell'astro, e spengi la invidiosa luna, che già langue pallida di dolore, perché tu, sua ancella, sei molto più vaga di lei. Non esser più sua ancella, giacché essa ha invidia di te. La sua assisa di vestale non è che pallida e verde e non la indossano che i matti; gettala. E' la mia signora; oh! è l'amor mio! oh! se lo sapesse che è l'amor mio! Ella parla, e pure non proferisce accento: come avviene questo? E' l'occhio suo che parla; ed io risponderò a lui. Ma è troppo ardire il mio, essa non parla con me: due fra le più belle stelle di tutto il cielo, avendo da fare altrove, supplicano gli occhi suoi di voler brillare nella loro sfera, finché esse abbian fatto ritorno. E se gli occhi suoi, in questo momento, fossero lassù, e le stelle fossero nella fronte di Giulietta? Lo splendore del suo viso farebbe impallidire di vergogna quelle due stelle, come la luce del giorno fa impallidire la fiamma di un lume; e gli occhi suoi in cielo irradierebbero l'etere di un tale splendore che gli uccelli comincerebbero a cantare, credendo finita la notte. Guarda come appoggia la guancia su quella mano! Oh! foss'io un guanto sopra la sua mano, per poter toccare quella guancia! Essa parla. Oh, parla ancora, angelo sfolgorante! poiché tu sei così luminosa a questa notte, mentre sei lassù sopra il mio capo come potrebbe esserlo un alato messaggero del cielo agli occhi stupiti dei mortali, che nell'alzarsi non mostra che il bianco, mentre varca le pigre nubi e veleggia nel grembo dell'aria. Bambini...“L’aborto è uno scandalo. Nessuna donna deve essere obbligata a partorire o punita perché rifiuta la maternità, ma tutti, uomini e donne, dobbiamo batterci perché la libertà di scelta sia per la vita, per la libertà di non abortire e per la libertà di nascere” parole di Giuliano Ferrara. Navigando nel web in cerca di norme per l’abbattimento delle barriere architettoniche, mi sono imbattuta sul forum di disabili.com dove ferveva una discussione sulle parole di Giuliano Ferrara sull’aborto, che poi si è spostato inevitabilmente sulla questione disabili. Parlando con il ministro Turco Ferrara dice: “Il ministro dovrebbe domandarsi perché la signora che ha deciso di abortire non abbia incontrato sulla sua strada procedure, strutture e persone in grado di spiegarle bene che non era sola, che la comunità si associava a lei per ascoltarla, aiutarla a superare il suo rifiuto di maternità con argomenti solidali di tipo scientifico, assistenziale e psicologico”. Bene…io ho 28 anni e purtroppo non sono ancora madre. Attualmente quindi non posso affermare con certezza cosa farei se mi trovassi un giorno a dover affrontare una situazione del genere. Credo, però, che poco potrebbe consolarmi sapere che la comunità si associa e ti aiuta a superare il rifiuto di maternità (parole secondo me oltraggiose nei confronti di una madre). La parte più dura rimane comunque nelle mani dei genitori, che possono o no avere il coraggio per affrontare questa situazione. E questa loro decisione deve essere inviolabile. Sono contro l’aborto, ma sono anche contro chi vuole occludere la libertà delle persone, di pensare e di agire autonomamente. Scelta per la vita? Di questo si tratta? E se quella vita si spezzasse dopo qualche mese, il Sig. Ferrara avrebbe il coraggio di vedere suo figlio morire nella migliore delle ipotesi senza soffrire? Credo che ci sia il bisogno di distinguere e di non generalizzare come di solito si fa. Ogni donna deve essere libera di decidere se vuole o meno vedere, nella peggiore delle ipotesi, il proprio figlio, la propria carne, il proprio sangue, non chiamarla mai mamma, non vederlo mai sorridere, oppure perderlo dopo qualche mese di vita. Credo che quando ti viene detto che il bambino che è cresciuto dentro di te potrebbe non superare i primi anni di vita, sia assolutamente giusto e lecito che una madre scelga ciò che si sente di dover fare. Naturalmente queste mie parole sono rivolte a quelle malformazioni MOLTO gravi. Ma ciò non toglie che comunque una madre debba sentirsi libera di scegliere se voler mettere al mondo un bambino malato, grave o meno grave, o no. Credo sia comunque una scelta difficile da affrontare e solo la follia può portarti a decidere superficialmente senza porti pesanti domande. In fin dei conti, chi ti da la certezza assoluta che quel bambino sia davvero malato? Non per questo mi sento di giudicare una donna che decide di non farlo nascere. In alcuni casi di coraggio ce ne vuole molto, forse troppo per qualcuna, e non la si può condannare se non ne ha. Lasciamo queste “polemiche elettorali” dove è giusto che stiano, ovvero tra parole dette in campagna elettorale solo per attirare voti, e lasciamo che la vita vinca su tutto, ma preserviamo la dignità, il coraggio e la volontà di una donna di decidere di vedere o no un figlio soffrire. Frammenti di vita....E' strano come ad un certo punto della vita ci si renda conto di essere diventati davvero grandi, ma non per l'età, per quello che ci si sente dentro. In quel momento cominci a vedere scorrerti davanti frammenti della tua vita, quella vita che sta per cambiare, per sempre. Riesci a scovare dentro di te ricordi che credevi di aver perso, e allora ti rivedi bambina mentre giochi in giardino, ti rivedi litigare con tua sorella, ti rivedi festeggiare un Natale trascorso con persone che non ci sono più, ti rivedi danzare quell'ultimo ballo insieme a tuo nonno che pochi mesi più tardi è morto...
Com'è strana la vita...scorre...và...inesorabilmente...ti ruba lentamente giorni, ore, secondi...cambia e non torna mai indietro...
Ti lasci alle spalle un passato a tratti pesante, ma in fin dei conti non rinnegabile, e ti trovi davanti un futuro...tutto da vivere...un nuovo capitolo da scrivere insieme alle persone che ami...ed è in quel momento che ti senti ancora una volta la bambina che giocava in giardino...
Te lo sei meritato...Ci sono parole nella vita che ti ricorderai per sempre...ti vagheranno nella testa fino allo sfinimento e spesso ti aggrapperai a loro per andare avanti, per sentirti sicura come ti sentivi nel momento in cui le hai sentite... Il percorso che si è concluso questa mattina credo sia uno dei migliori che io abbia mai seguito, a livello “umano” soprattutto, poi a livello scolastico. Quella umanità che è sempre difficile trovare nelle persone che si pongono in tutto e per tutto dietro quella scrivania che alcune volte segna una divisione troppo netta tra docente e studente. Ho avuto la fortuna in questi mesi di seguire un corso che mi ha dato la possibilità di esprimere veramente le mie sensazioni e le mie emozioni. Una cosa del tutto anomala se si pensa all’oggetto del corso, ovvero Fattibilità del Progetto ed Estimo ed Esercizio Professionale, tenuti entrambi dal prof. Arch. Alfredo Passeri, persona di cultura eccellente. Ebbene riporto qualche riga di quello che è stato uno dei miei lavori finali, perché esprimo in questo scritto tutta la passione che ho per questo mio lavoro che spesso e volentieri mi fa dire “io amo questo mestiere!” “Raccontare ciò che si aspetta da se stessi in un contesto complesso quale può essere quello dell’architettura e del fare architettura, è sempre difficile. È una passione che ti nasce dentro e che si concretizza in qualsiasi “schizzo” di matita disegnato su un foglio apparentemente bianco, ma che contiene già una idea, che può vedere, però, solo chi non si ferma all’apparenza del foglio bianco. Proverò, in questo scritto, a esporre le ragioni che mi hanno spinta ad accettare l’incarico di dare forma a quello che dovrebbe essere un giorno uno spazio dedicato alla creatività, e proverò anche ad esplicitare il mio ruolo di Architetto in questo sogno. Prima di questo, però, vorrei affrontare il discorso di cosa è per me l’Architettura, e che Architetto vorrei essere un domani. Domanda che all’interno del corso c’è stata posta più di una volta, ma che è difficile da spiegare in due parole. L’Architettura è per me emozione, quasi impossibile da descrivere appunto perché emozione, ovvero qualcosa di inafferrabile, di sfuggente. Come descrive in un saggio del 1998 il biologo italiano Alberto Oliverio “le emozioni sono un qualche cosa di istintivo, che nasce in rapporto a degli stimoli particolari, a qualche cosa che induce in noi paura o che induce in noi piacere, gioia e così via”. Questa è l’Architettura per me. Quel qualcosa che mi fa emozionare inducendomi piacere nel vederla, nel raccontarla ma soprattutto nel farla. Ed è qui che l’emozione diventa reale, diventa qualcosa di tangibile, non più effimero, ma qualcosa di duraturo e permanente. E spero che questa visione un po’ poetica dell’Architettura mi accompagni per lungo tempo, per evitare di cadere nella concretezza, nella realtà, nel materialismo. “Che Architetto sarai domani?” Domanda che posta all’improvviso ti crea una sorta di confusione. Allora cominci a pensare che sarai l’Architetto attento a rispondere alle esigenze dell’uomo, del committente, ma così perderei il mio personale significato di Architettura, perché mi farei trasportare dalla materialità e credo che l’Architetto debba sempre mantenersi un passetto sopra la realtà, senza perderla però mai di vista. Questo piccolo distacco gli serve per poter guardare “oltre” e poter creare l’arte, sinonimo di genio, creatività e stile. “La percezione di trovarsi in uno spazio architettonico autentico rivela quanto questo riesce, grazie alle sue dimensioni, a scuotere magicamente i nostri sensi. Il fatto che la figura dell’architetto sia caduta di livello nella comprensione dell’immaginario collettivo, non deve comunque far abbandonare l’idea di tentare sempre l’utopia. È fondamentale per un architetto”. Allora per rispondere alla domanda “che architetto sarai un giorno” mi “servo” delle parole introduttive scritte da Renzo Piano nel suo libro “Giornale di Bordo”:Quello dell’architetto è un mestiere d’avventura: un mestiere di frontiera, in bilico tra arte e scienza. Al confine tra invenzione e memoria, sospeso tra il coraggio della modernità e la prudenza della tradizione. L’architetto vive per forza in modo pericoloso. Lavora con ogni sorta di materie prime: e non intendo dire solo il calcestruzzo, il legno, il metallo. Parlo di storia e geografia, matematica e scienze naturali, antropologia ed ecologia, estetica e tecnologia, clima e società. Tutte cose con cui ci si misura ogni giorno. L’Architetto fa il mestiere più bello del mondo. Perché su un piccolo pianeta dove tutto è già stato scoperto, progettare è ancora una delle più grandi avventure possibili […] L’incompetenza, l’irresponsabilità, la presunzione, il poco amore per il mestiere, sono queste le cose che sminuiscono e vanificano il nostro lavoro […] Mi piace pensare all’architetto come a colui che usa la tecnica per creare un’emozione, un’emozione artistica, per l’appunto […] Creare significa scrutare nel buio. Con tenacia, con ostinazione, addirittura con insolenza […] Chi crea si muove come in sospensione tra la memoria e l’oblio". Credo che l’architetto debba esplorare mondi possibili, e debba affrontare tutti i rischi che questo mestiere comporta. Si può evitare di farlo, ma che vita sarebbe? I rischi vanno affrontati, “ se vuoi essere sicuro vai sulla strada maestra: è spesso asfaltata ma anche piena di banalità e di accademia. Sono un imprudente? Sono un incauto? Sono uno scapestrato? Meglio scapestrato che paralitico. Che virtù è la prudenza […] in un mestiere che dovrebbe inventarsi il futuro? Rivendico il diritto e il dovere di gettarsi nelle cose: sennò ad una certa età i ritrovi a progettare solo boutique di lusso" Questa piccola parte introduttiva, insieme a tutto il resto del materiale, mi è valsa la verbalizzazione di due esami, ma soprattutto quelle parole che ricorderò per lungo tempo: TE LO SEI MERITATO. Piove...piove e ancora pioveOggi è una di quelle giornate decisamente difficili da vivere. Una di quelle giornate in cui hai il cervello sovraccarico di pensieri e riuscire a fermarne uno per ascoltarlo è un'impresa. Quanta energia può sprigionare un cervello pensante?? Qualche scienziato se l'è mai chiesto??
Guardo dalla finestra e vedo la palma ondeggiare al vento...non si vede il mare...c'è nebbia...in realtà non si vedono nemmeno le montagne...la nebbia avvolge tutta la casa e non si vede altro...
Piove, continua da ieri sera e non ha mai smesso...avrei voglia di fare tante cose, ma non mi va di cominciarne nemmeno una perchè sono convinta che non la finirei (la mia solita contraddizione), così come nella mia vita ho iniziato mille cose e non le ho terminate. L'ottimismo che mi ha accompagnata per i primi dieci giorni di questo nuovo anno mi sta già abbandonando...ho combattuto fino alla fine...ma niente...la vera natura delle persone prima o poi esce fuori, non ti puoi fingere ottimista quando in realtà non lo sei. Ed io sono lunatica, un giorno tocco il cielo, l'altro il fondo del baratro. E oggi mi tocca stare a terra...
Vorrei che fosse qui ora...saperlo accanto a me mi sarebbe d'aiuto ma lui è lontano e accollargli anche le mie incertezze non ci farebbe bene, anche perchè se mi chiedesse cosa c'è che non va...cosa gli risponderei? Perchè la verità è che non lo so cosa ho...solo che non mi va di vivere oggi...spero che la sera arrivi presto per potermi addormentare e passare subito al domani, che spero sarà migliore...dopotutto domani è un altro giorno... |
In poche parole...
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Leggo molto, mi da pace, tranquillità. Sono appassionata di gialli - thriller ma ho letto anche classici. Proverò a scrivervi tutti i libri che ho letto nella mia vita con un piccolo giudizio (se ricorderò tutte le trame visto che molti li ho letti quando frequentavo le scuole medie!). Magari appassioneranno anche voi! Naturalmente non li riporterò tutti perchè...bhè...vado a memoria! Buona lettura
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